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 100 giorni alla maturità, la tradizione continua

100 giorni alla maturità, la tradizione continua

E’il momento dei “100 giorni” per gli studenti di tutt’Italia, 100 giorni al diploma, che vengono festeggiati secondo tradizioni e riti diversi da regione a regione, con un unico scopo: propiziare un buon voto alla maturità.
I 100 giorni discendono da una tradizione militare che ha oltre un secolo, quella del Mak P.

Tutto risale al 1840, quando presso l'Accademia Militare di Torino fu comunicato il decreto regio che fissava in tre anni la durata dei corsi (prima variabile) per ottenere la nomina a sottotenente. Nell'apprendere tale disposizione, leggenda vuole che un allievo, Emanuele Balbo Bertone di Sambuy, esclamò: «Mac pi tre ani!», ossia «Ancora soltanto tre anni!». Gli allievi presero l'abitudine di fare il conto a scalare, scrivendo i giorni che mancavano alla promozione sulle lavagne, prima 300, poi 200 ma i festeggiamenti maggiori erano riservati al Mak P 100, a 100 giorni dal fatidico evento. L'usanza si trasferì poi nel resto delle scuole militari, trasformandosi in alcuni casi in ricorrenza puramente goliardica, in altri in una vera e propria ricorrenza istituzionale, con balli e cerimonie formali come ad esempio il "Passaggio della Stecca" tra il capocorso degli "anziani" e il capocorso dei "cappelloni", gli studenti del primo anno.
Dalle scuole militari la tradizione si è diffusa nelle scuole tradizionali, e tra sacro e profano, tra feste da ballo e cene coi professori, tra rituali scaramantici e veri e propri “pellegrinaggi”, ancora oggi il rito dei 100 giorni continua. Per gli studenti toscani l'appuntamento tradizionale era a Pisa, per toccare la lucertolina di bronzo a due code, scolpita sulla porta centrale della cattedrale in Piazza dei Miracoli, ma ora il luogo è transennato, e si opta per 100 giri propiziatori attorno alla Torre pendente. A Roma i maturandi realizzano scatole colorate e girano per le strade della città per raccogliere fondi per la gita (nel migliore dei casi) o la cena dei 100 giorni.

A Viareggio gli studenti si ritrovano tutti in spiaggia per il “rito dell’onda”: si scrive il voto desiderato sulla sabbia e se un’onda lo porta via, il voto arriverà. A Teramo invece tutti al Santuario di San Gabriele per la benedizione delle penne con cui si sosterrà l’esame, tradizione seguita anche in Umbria, presso il santuario di S.Rita da Cascia. A Livorno, gli studenti si recano al Santuario di Montenero dove devono salire i gradini in ginocchio, e accendere una candela, e ancora, in Sardegna, gli studenti festeggiano i 100 giorni ballando il ballu tundu.  L'elenco potrebbe continuare, ogni città ha le sue "centate", ovvero prove di abilità, equilibrio, forza legate al numero "100": 100 giri nella piazza principale, cento "centri" con una moneta nella fontana, 100 salti, 100 baci, e così via. Comunque festeggiate i 100, in bocca al lupo a tutti i maturandi!

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