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Afghanistan invasione russa

Una terra che è costata perdite pesanti perdite a chi ha tentato di “domarla ”e controllarla: l’'Afghanistan. È ’successo agli americani nei primi anni Duemila, era successo ai Sovietici, alla fine degli anni Ottanta. Una pagina, quella dell'’invasione russa dell’'Afghanistan, ricostruita dal professor Adriano Roccucci che analizza i dieci anni dell’'invasione sovietica: dal 1979, quando i russi entrano nel Paese, instaurando un governo filosovietico, al 1989 quando si ritirano, sconfitti. Nel mezzo, nel 1985, l’'arrivo di Gorbaciov e di una nuova politica che porta a riconsiderare la strategia nell’'Asia centrale.

Quando i russi decidono di intervenire, l’'Afghanistan è un Paese dilaniato da rivolte e proteste, anche se ha tentato la strada della modernizzazione. Un vicino scomodo per la Russia che ne occupa il territorio. Diventerà il  “Vietnam” dell'’Armata Rossa. Perché, nonostante bombardamenti a tappeto e armi chimiche la resistenza locale non viene piegata. E i russi restano “impantanati”. Fino a quando, con Gorbaciov, cambia anche la politica estera. Comincia un lento ritiro unilaterale, fino a che –il 15 febbraio 1989 –l’'ultimo carro armato lascia l'’Afghanistan.

Afghanistan invasione russa
con Adriano Roccucci
di Cosimo Calamini

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