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Alberto Melloni: "Quel che resta di Dio"

Le primavere della chiesa non sono mai state precedute da segni premonitori. È accaduto anche stavolta.
Giovanni Paolo Fontana intervista lo storico Alberto Melloni sul suo ultimo libro "Quel che resta di Dio", un saggio sulle forme della vita cristiana. Le malebolge che hanno fatto la Chiesa a pezzi erano a modo loro una buona notizia. Erano l'effetto di una depenalizzazione del carrierismo, dell'illusione di trarre forza dalla prepotenza. Ma le cause stavano piú indietro, piú a fondo.

Povertà, collegialità e unità: tre parole che sono diventate un tabù nella Chiesa del post Concilio Vaticano II, almeno fino alla primavera di quest'anno, ossia fino all'avvento di papa Bergoglio. "Se noi avessimo intervistato i vescovi alla fine del Concilio del 1965, la maggior parte di loro avrebbe detto che la cosa più importante del Concilio era il principio della collegialità. Una cosa che per 50 anni non è mai stata fatta". Stessa sorte avrebbero seguito anche le questioni della povertà della Chiesa e dell'unità cristiana, afferma Alberto Melloni.

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