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Bruno Barba: calciologia

Il calcio come fatto sociale totale: così lo intende l'antropologo Bruno Barba, che nel suo ultimo libro Calciologia. Per un'antropologia del football (Mimesis, 2016) analizza il "fenomeno calcio" anche da punto di vista di chi il calcio lo gioca e lo tifa.

L'intervista è stata realizzata durante la settima edizione di Dialoghi sull'Uomo, che si è tenuto a Pistoia dal 27 al 29 maggio 2016 e il cui tema è stato “L’umanità in gioco. Società culture e giochi”. 
http://www.dialoghisulluomo.it/intro

Dalla quarta di copertina del libro:

Il calcio è una straordinaria occasione - per ora parzialmente persa - di educazione, fratellanza, conoscenza, studio dei popoli e delle loro culture, se non fosse che una misteriosa volontà di autodistruzione ce ne mostra la parte peggiore: la violenza, il razzismo, il business, la corruzione, quando invece dovrebbe essere soprattutto scoperta, curiosità, cultura. Perché permette di guardarsi dentro, perché ci dice di "che pasta siamo fatti", e da chi siamo circondati. Per tutte queste ragioni, il calcio è uno straordinario oggetto di indagine antropologica in quanto "contiene" tanto, se non tutto, della cultura, della nostra vita: è danza, guerra, linguaggio, letteratura, competizione, caso, simulazione, vertigine. Ancora, è politica e business, poesia e scienza. Il volume ripercorre "casi", vicende storiche, narrazioni epiche e memoria di grandi squadre - l'Ajax di Cruijff, il Brasile di Pelé, il Milan di Sacchi - e di grandi campioni - da Garrincha a Jasin, da Tardelli a Rivera, a Sòcrates - in cui il calcio emerge in tutta la sua dimensione eroica, epica, religiosa. Sport giocato con i piedi, il football è il regno dell'imprevedibilità, un gioco nel quale Davide può battere Golia. La palla cioè "è" il destino, il rischio, il fato, la vita stessa; nella sua sferica e innocente irrazionalità, rappresenta un monito continuo sulla caducità delle imprese dell'uomo. Prefazione di Darwin Pastorin.

 

Bruno Barba è ricercatore di Antropologia all’Università di Genova. Si occupa di calcio e sport come strumento di lettura della società e fattore identitario. Tra i suoi libri: Un antropologo nel pallone (Meltemi, 2007); Tutto è relativo. La prospettiva in Antropologia (Seid, 2008); La XXXIII squadra (2010), No País do Futebol (2014) per Effequ; Calciologia. Per un’antropologia del football (Mimesis, 2016).

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