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Camilo Sánchez: l`eredità di Van Gogh

La vedova Van Gogh di Camilo Sánchez, tradotto da Francesca Conte per Marcos y Marcos, mette in primo piano la figura della cognata di Vincent Van Gogh, la donna che contribuì in maniera sostanziale a far scoprire al mondo l’arte di questo straordinario pittore. La narrazione di Sánchez passa dalla terza persona alla prima di un immaginario diario di Johanna, per poi approdare alla citazioni delle lettere di Van Gogh. Lo scrittore argentino offre un bel ritratto della moglie di Theo: Johanna, rimasta vedova trentenne con un bambino piccolo, raduna tutte le tele di Vincent e decide di proseguire l’opera di suo marito in favore dell'arte. Tornata a vivere nel luogo della sua infanzia, nel piccolo paese di Bussum, apre una locanda esponendovi i quadri di Van Gogh e intanto con il ricavato di qualche quadro, incornicia gli altri, organizza mostre. Capisce che Van Gogh, oltre che un grande pittore, è stato un grande poeta; legge febbrilmente la sua corrispondenza con il marito e decide di renderla pubblica; le è vicina la sorella di Vincent e Theo, Will, una delle prime femministe.  Sánchez chiude il suo racconto dopo la prima importante mostra di opere di Vincent Van Gogh ad Amsterdam nel dicembre 1892: Johanna non sa se a questa ne seguiranno altre, ma è soddisfatta del lavoro fatto fin lì. Una scrittura sobria al servizio di una storia di grande interesse.

 

Abbiamo incontrato Camilo Sánchez al Salone del libro di Torino 2017 e in questa occasione ci ha fatto da interprete Francesca Conte.

Camilo Sánchez è nato a nel 1958 Mar del Plata e vive a Buenos Aires. Giornalista e poeta, ha collaborato con le più prestigiose testate argentine, Página 12 a Clarín a NÞ, sia in qualità di redattore che scrivendo reportage da tutto il mondo. Attualmente dirige Dang Dai, rivista di scambio culturale tra Argentina e Cina. La vedova Van Gogh è il suo primo romanzo.

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