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Chiara Marchelli, La memoria della cenere

Elena è nata ad Aosta e vive a New York con Patrick. Si riprende da un’aneurisma cerebrale e decide di trasferirsi in Francia con lui. Andranno a vivere nel piccolo paese sotto il vulcano in cui Patrick è cresciuto. Qui li raggiungono i genitori di lei, ancora molto preoccupati per lo stato di salute della figlia e proprio in quella settimana il vulcano erutterà, creando uno sconvolgimento che in qualche modo corrisponde a quello che si è verificato nella testa della protagonista. Come nelle Notti blu, il suo libro precedente, in La memoria della cenere (NN editore), Marchelli entra nei dettagli di argomenti non proprio romanzeschi come la malattia e i movimenti della terra: si sente la sua necessità di ancorare il racconto d’immaginazione alla realtà, alla concretezza dei corpi, dell’ambiente in cui i suoi personaggi sono calati. C’è lo stato di debilitazione e paura di Elena, c’è l’affiorare dei suoi ricordi d’infanzia, c’è il suo incontro con Bruno, l’ex insegnante di Patrick che si offre di leggere quello che sta scrivendo e si confida con lei, c’è il dolce disagio di ritrovarsi insieme al proprio padre e alla propria madre, ma soprattutto c’è una rivelazione che riguarda Patrick, l’uomo che con tanto amore si prende cura della sua compagna. La tensione nel libro cresce ed è una tensione tutta interiore (Marchelli riporta un giudizio dell’agente di Elena “le tue storie esplodono tutte dentro” che si applica perfettamente alla sua di scrittura) costruita attraverso un’accurata ricerca linguistica. 

Chiara Marchelli è nata ad Aosta e si è laureata in Lingue Orientali a Venezia. È autrice di quattro romanzi, una raccolta di racconti e un saggio su New York, la città dove vive. Insegna Letteratura Contemporanea, Traduzione e Scrittura Creativa alla New York University. Nel 2017 ha pubblicato Le notti blu (Giulio Perrone Editore), selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega.

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