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Conferenza Mondiale delle donne. Pechino vent`anni dopo: 26-27-28 settembre a Milano

“Le donne rappresentano la metà del potenziale talento di base di un paese. La competitività di una nazione, a lungo termine, dipende in modo significativo da come la nazione educa e valorizza le
sue donne”. Questo è quanto sottolineato dal Word Economic Forum, che nell’ultimo Global Gender Gap Report, fornisce la dimensione della disparità basata sul genere in tutto il mondo. Il quadro dell’Italia che emerge, è ancora molto critico. Certamente molti passi sono stati realizzati, specie in merito alla rappresentanza politica, ma ancora molto è da fare.
In tale contesto, si inseriscono gli Stati generali delle donne, un cammino iniziato durante il semestre europeo con la loro organizzazione a Roma, e proseguito in questi mesi in tutte le Regioni italiane, che porterà la voce delle donne a trattare le istanze di interesse alla “Conferenza Mondiale delle donne, Pechino vent’anni dopo”, a Milano Expo, il 26, 27 e 28 settembre e si articolerà in un assemblea plenaria, in tavole rotonde e laboratori che si svolgeranno in parallelo sui temi già citati, secondo gruppi di lavoro già costruiti a partire Stati Generali delle donne che si sono svolti a Roma il 5 dicembre 2014 e poi in tutte le regioni italiane. In contemporanea verranno organizzate mostre, brevi eventi ,un salotto letterario ed esposizioni.

“Ogni donna è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo,che è il tema di Expo 2015. Ma Expo 2015 non è solo cibo- si sottolinea nella mission dell’evento- Intendiamo declinare il cibo intorno al tema del lavoro, della cultura, delle identità territoriali, della biodiversità e della tutela e cura della Terra. Diamo spazio alle donne di tutto il mondo per riflettere su cosa è successo nei vent'anni che ci separano da Pechino 1995, per delineare proposte, per disegnare prospettive di cambiamento vero e soprattutto costruire politiche per ridare il lavoro alle donne, nell'economia della crisi”.

In alto a destra è possibile scaricare il programma.

Ecco gli obiettivi dell’iniziativa:

1. Sensibilizzare gruppi, enti nazionali e sovranazionali e pubbliche amministrazioni nelle politiche di gender mainstreaming, nell’incoraggiare, supportare e accompagnare attivamente la ricerca di soluzioni per risolvere il problema della disoccupazione femminile, favorire l’integrazione delle donne, dare valore a nuove politiche aziendali favorevoli ad una innovativa organizzazione tra il tempo per il lavoro e il tempo per le famiglie.
2. Costruire politiche efficaci di contrasto alla violenza maschile sulle donne: la violenza
perpetrata alle donne ha la stessa matrice della violenza verso la Madre Terra.
3. Riflettere e contrastare i matrimoni precoci.
4. Stimolare approcci innovativi nell’organizzazione del lavoro aziendale compatibili con le responsabilità familiari al fine di tentare di raggiungere il tasso di occupazione previsto dagli obiettivi dell’Ue per il 2020.
5. Favorire e incoraggiare la presenza di donne in posizioni di leadership, un elemento chiave per la performance e il business in ogni Paese.
6. Costruire una nuova economia al femminile è il tema fondamentale, immaginare un nuovo modello di sviluppo sostenibile centrato sui principi e i valori. Ridare dignità al lavoro delle contadine e costruire piccole economie locali fondate su una agricoltura di sussistenza e famigliare che rispetti la Terra e la biodiversità.
7. Aumentare e sostenere la presenza femminile in tutte le sfere della società e dell’economia, che a sua volta è motore trainante della crescita e dello sviluppo.
8. Raggiungere posizioni top senza cambiare l’identità dell’essere donna: siamo all’inizio di una profonda rivoluzione culturale. Un passaggio fondamentale che stiamo svolgendo con le giovani donne, in un percorso comune di riflessione e di passaggio generazionale.
 

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