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 Costantino Massaro, La poetica della pancia

Costantino Massaro, La poetica della pancia

Da sempre gli scrittori si sono confrontati con il tema del cibo e con i suoi risvolti culturali, ma anche antropologici, sociologici, politico-economici. L’analisi del rapporto tra letteratura e sfera alimentare condotta da Costantino Massaro in La poetica della pancia, Viaggio gastronomico nell’anatomia degli scrittori italiani dell’Otto-Novecento, pubblicato da Ets, parte da Gabriele D’Annunzio e dal suo “rapporto seduttivo con il cibo, una sorta di raffinata e stimolante allegoria della seduzione”. Seguono Giacomo Leopardi, la cui passione per certe vivande denota la capacità di essere immerso nel mondo reale e concreto; Eugenio Montale che attiva spesso nella sua opera il binomio cibo-ricordo; Cesare Pavese per il quale il nutrimento è metafora di una vita serena; Italo Svevo che parla del cibo come strumento di pura sopravvivenza e infine Giuseppe Tomasi di Lampedusa: il suo Gattopardo, oltre a essere uno dei capolavori della letteratura italiana, è anche un testo fondamentale per la cucina. Molto documentato e aderente ai testi letterari, questo libro evoca diversi piatti delle regioni da cui provengono gli autori citati.

Costantino Massaro è nato a Benevento nel 1971 ed insegna lettere classiche al liceo da quasi vent’anni. Ha fondato un’associazione culturale, Il cantiere delle Muse. Con i suoi alunni ha creato un sito, www.olc.it (Organizzazione per la Liberazione del Congiuntivo), dedicato alla lingua e alla cultura italiana.

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