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Dal fordismo al modello giapponese

Romano Prodi prende in esame le innovazioni introdotte dall’industria automobilistica nell’organizzazione del lavoro. Partendo dalle prime automobili, costruite con tecniche artigianali e manodopera altamente specializzata che ne facevano un bene di lusso riservato a pochi privilegiati, viene illustrata la rivoluzione introdotta da Henry Ford, che per primo istituì catene di montaggio utilizzando manodopera non qualificata per eseguire mansioni ripetitive con salari doppi rispetto alle altre industrie.
Servendosi di rare immagini, sia degli inizi della Fiat, quando in maniera artigianale realizzava sette vetture l’anno, sia delle prime catene di montaggio statunitensi, viene mostrato come questo sistema organizzativo del lavoro sia diventato dominante in tutta l’industria automobilistica occidentale.
La successiva rivoluzione nell’organizzazione del lavoro è stata introdotta negli anni 80 dai giapponesi, che hanno ridotto la scala gerarchica nelle aziende, cercando di basare la produzione su un maggior coinvolgimento dei lavoratori organizzati in squadre. Questo fenomeno è illustrato utilizzando immagini che mostrano le nuove fabbriche d’auto.
L’unità termina con un’intervista all’avv. Gianni Agnelli su come l’industria italiana ed europea abbiano affrontato la sfida lanciata dal Giappone sul cambiamento della concezione del lavoro.

Il video è tratto da Il tempo delle scelte, una serie di lezioni tenute da Romano Prodi nel 1992 su vari aspetti dell’economia internazionale e nazionale.

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