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Dalle icone all`avanguardia: sei secoli di spiritualità ed arte russa

Dopo l’eccezionale successo di pubblico registrato in Russia nell’autunno del 2016 quando la Galleria Tretyakov - la più grande collezione di belle arti russe al mondo - con la mostra "Roma Aeterna. I capolavori della Pinacoteca Vaticana. Bellini, Raffaello, Caravaggio",  ospitò 42 opere d’arte della Pinacoteca Vaticana, sono  i Musei della Santa Sede, oggi, ad accogliere 54 capolavori, molti dei quali mai usciti prima dalle sedi dove vengono custoditi abitualmente, provenienti dalla celebre Galleria e da altri musei russi

La mostra, curata da Arkadi Ippolitov, Tatyana Udenkova e Tatyana Samoilova, ha un obiettivo ambizioso: presentare il messaggio culturale e spirituale dell’arte russa nel cuore del mondo cristiano occidentale. In tal senso, la scelta del Braccio di Carlo Magno come luogo espositivo è significativa perché il maestoso ambiente collega il Colonnato del Bernini alla Basilica di San Pietro, sancta sanctorum della spiritualità, dell’arte e della storia europea. I capolavori sono inseriti all’interno di un percorso espositivo semplice ed elegante - ideato in maniera tale da seguire la maestosa architettura del Bernini rispecchiandone la solennità - all’interno del quale icone antichissime e dipinti realisti del XIX secolo dialogano tra loro in base ad analogie inattese, ma evidenti.

“La bellezza crea ponti, avvicina culture diverse e rende tutti fratelli – dichiara Barbara Jatta, direttore dei Musei
Vaticani – l’arte è bellezza, in tutte le sue forme e declinazioni e assolve la sua straordinaria funzione in modalità
sempre sorprendenti. La felice collaborazione artistica fra il Vaticano e la Russia che ha già visto la realizzazione
dell’esposizione “Roma Aeterna”, continua oggi con la realizzazione di uno scambio, un ponte appunto, che permette
ai tanti visitatori del Vaticano e non solo di ammirare la grande pittura russa di oltre sei secoli”.

La mostra, infatti, non segue un principio cronologico definito ma percorre trasversalmente l’arte figurativa russa dal XV al XIX secolo. Solo all’apparenza così lontane e diverse, le opere raccontano come la storia dell’arte russa, in tutte  le sue epoche, sia stata sempre segnata dai medesimi codici culturali e spirituali. Così "L'apparizione di Cristo al popolo" di Alexander Ivanov si trova accanto alle icone "Battesimo" e "Trasfigurazione" entrando in relazione con la "Trinità" di Paisius, che è appesa di fronte. Il "Dolore inconsolabile" di Ivan Kramsky è opposto all'icona "Non mi singhiozzare , Madre" e il suo "Cristo nel deserto" si trova accanto a "Cristo nella segreta", una scultura in legno del XVIII secolo di Perm. "La vita è ovunque" di Nikolay Yaroshenko è adiacente a "Madonna di Kykkos" di Simon Ushakov, riecheggiando il formato e il colore dell'icona e, in un certo senso, la sua composizione ritmica. L'icona di Solvychegodsk "La visione di Eulogio" è collocata di fronte al dipinto "Oltre l'eterna pace" di Isaac Levitan e al "Giudizio universale" del XVI secolo - accanto al "Quadrato nero" di Kazimir Malevich.

Una mostra insomma bella, originale e raffinata, un ' occasione culturale importante davvero accessibile a tutti, grazie anche all' ingresso gratuito.

PILGRIMAGE OF RUSSIAN ART
From Dionysius to Malevich
Fino  al 16 febbraio 2019
Musei Vaticani - Braccio di Carlo Magno 

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