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Delitti politici italiani

Omicidi, intrighi e vicende che hanno segnato la biografia della nostra nazione. Di stampo politico-mafioso, politico-finanziario, con finalità terroristico-eversive, oppure maturati in circostanze più o meno occulte: i delitti in Italia sono spesso difficili da decifrare e molti sono rimasti irrisolti. Secondo lo storico Lucio Villari, la specificità del delitto politico italiano è racchiusa proprio in quel trattino, rivelatore di ambiguità. La storia dei delitti politici in Italia comincia all’alba del Ventesimo secolo. Il 29 luglio del 1900 Umberto I di Savoia, Re d’Italia, viene assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci. È solo l’inizio di una scia di sangue che attraverserà il fascismo ( il delitto Matteotti e i fratelli Rosselli),  gli anni del terrorismo politico (l’assassinio dei docenti Vittorio Bachelet e Ezio Tarantelli)  fino ad arrivare ai cosiddetti attentati politico-mafiosi, quelli in cui cadranno  il generale Dalla Chiesa, nel 1982, e dieci anni dopo, nel 1992, Giovanni Falcone prima e Paolo Borsellino poi.

Le immagini degli archivi RAI dei delitti che hanno segnato la storia italiana, le testimonianze, le parole delle Istituzioni, il dolore dei familiari per mantenere la memoria e una luce accesa sui misteri ancora irrisolti. 

 

Il tempo e la storia: Delitti politici italiani, di Roberto Fagiolo con prof. Lucio Villari

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