Seguici    
Accedi
 

Effetti Brexit nell`ambito accademico: prof. Paolo Radaelli

Di fronte ai risultati del Refendum 23 giugno 2016, il prof. Radaelli, Dr Lee's Professor of Experimental Philosophy and Head of Condensed Matter Physics, Department of Physics, Oxford University, ha avuto un sentimento di incredulità: "Non mi rassegnavo a credere che una decisione ritenuta sbagliata e irrazionale e non solo da me, ma anche dalla stragrande maggioranza del mondo accademico britannico, avesse ricevuto una chiara legittimazione e che ben presto, quello che ritenevo un atto di autolesionismo, si sarebbe consumato".

Il prof. Radaelli sottolinea il timore per i colleghi europei e per le loro famiglie che avevano d'un tratto perso gran parte delle loro certezze e racconta:"La mia famiglia era al sicuro perché avevamo richiesto prima del referendum il passaporto britannico, ma la stessa fortuna non è toccata a molti colleghi che si sono ritrovati ad essere merce di scambio per una classe politica che conosce bene i sostantivi, interesse e negoziato, ma che pare ignori il significato delle parole  ideali e compassione. Molti si sono visti negare persino il permesso di soggiorno per un cavillo". 

Il Regno Unito ha avuto un successo straordinario nell'attrarre dall'Europa fondi e talenti nelle proprie università, ma la prospettiva, secondo il prof. Radaelli, è che tutto questo finirà e che tutti saremo un pò più poveri di rapporti cuturali e scientifici.

Inoltre vi era il possibile rischio di un effetto domino, cioè la possibilità che il contagio del populismo si potesse diffondere ad altri paesi e questo sembra per fortuna che non sia successo in Europa, come testimoniano le recenti elezioni in Olanda e in Francia, secondo Radaelli che conclude:"Rimane la speranza di un'Europa meno timorosa e più certa dei suoi valori, che voglia comprendere e non punire il Regno Unito, e non voglia indebolire, ma se possibile, rafforzare i legami culturali e scientifici che da secoli trascendono i confini nazionali, che il governo britannico si renda conto che per affrontare un cammino separato dai partner europei è necessario far conto sulle proprie forze. La scienza e la cultura sono grandi punti di forza della società britannica anche e soprattutto per l'apporto dei concittadini europei: è su questo che bisogna investire e sui cui si potrà costruire un futuro comune per le scienze la cultura e l'università".

 

Paolo Radaelli dopo aver conseguito  Laurea presso l'Università degli Studi di Milano e un dottorato di ricerca presso l'Illinois Institute of Technology, ha rivestito incarichi presso il Laboratorio Nazionale di Argonne, CNRS di Grenoble, l'Istituto Laue-Langevin e Facility ISIS al Rutherford Appleton Laboratory.  Attualmente è Dr Lee's professor di Filosofia Sperimentale presso il Laboratorio di Clarendon, Università di Oxford. E' stato conferito dell'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della «Stella d'Italia».

Vedi le altre puntate