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Effetti Brexit nell`ambito accademico: prof. Simone Turchetti

L'università britannica è storicamente una delle più aperte dal punto di vista dell'accoglienza degli accademici degli altri paesi e per questo gli accademici britannici non sono stati affatto contenti dell'esito del referendum, come sottolinea Simone Turchetti, storico della scienza che insegna come docente presso il Centro di Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina (CHSTM) dell’Università di Manchester.

Nonostante non sia ancora ben chiaro che cosa accadrà, si sta diffondendo una paura sulla base delle decisioni che si stanno prendendo: molte istituzioni di ricerca europea hanno già raccomandato ai loro accademici di evitare di sottoscrivere accordi con altri coleghi che lavorano nel Regno Unito. In questo modo il numero di collaborazioni internazionali tra enti di ricerca europei e britannici, diminuirà e questo non favorirà nessuno, perché la Gran Bretagna, secondo il prof. Turchetti, rappresenta uno dei paesi di spicco per la ricerca europea. Le stesse istituzioni di ricerca britannica stanno soccombendo a questa paura, attraverso decisioni irrazionali come il licenziamento di alcuni dipendenti. 

Per gli accademici europei che vengono nel Regno Unito la situazione è ancora peggiore, con il rischio che vengano considerati cittadini di serie B, perché avranno sempre meno diritti.

Quali potrebbero essere gli scenari futuri? Secondo Turchetti la Gran Bretagna dovrà pagare ad hoc per entrare in certi programmi di ricerca, una misura economica fallimentare. In tal senso i ricercatori che vivono in Europa, per aiutare tutti quelli che lavorano nel Regno Unito, devono evitare di soccombere alle paure che la Brexit ha determinato e dimostrare che le comunità di ricerca possono mantenere l'Europa unita, specie adesso che esistono forze disagregganti.

 

Simone Turchetti è uno storico della scienza che insegna come docente presso il Centro di Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina (CHSTM) dell’Università di Manchester. Si occupa prevalentemente dello sviluppo della scienza e delle politiche della ricerca nel ventesimo secolo con particolare attenzione verso le dinamiche di internazionalizzazione e le relazioni internazionali. Ha scritto un saggio sul caso del fisico nucleare italiano Bruno Pontecorvo (Sironi, 2007; University of Chicago Press, 2012) e curato diversi volumi sulle relazioni scientifiche nel periodo della Guerra Fredda. Nel 2009 ha vinto una delle borse di studio del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) per completare un programma di ricerca intitolato “La Terra Sotto Sorverglianza [The Earth Under Surveillance – TEUS]” avente come oggetto lo sviluppo delle ricerche ambientali e di fisica della terra dal dopoguerra a oggi.

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