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FASCISMO ED EBRAISMO: LEGGI RAZZIALI

Luglio 1938. Un gruppo di dieci professori universitari, con a capo l`endocrinologo Nicola Pende, sottoscrive il "Manifesto della razza", che allinea il fascismo alla campagna nazista contro gli ebrei. Attraverso un puro falso storico che nega l`influenza razziale di altre componenti, come quella araba in Sicilia, e considera valida a tal fine solo quella longobarda, il Manifesto afferma che la popolazione italiana è nella sua totalità di origine ariana. La pubblicazione del documento sul giornale "Il Tevere" provoca la reazione sdegnata di Papa Pio XI, dei cinquantamila ebrei italiani e di ogni italiano di buon senso, ma la logica dell`Asse è più forte. Degli 8286 ebrei italiani deportati dai tedeschi, solo 400 faranno ritorno in Italia.

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