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Francesco Abate: mamma ti abitua alle avversità della vita

L'invadenza della mamma yiddish è stata raccontata da molti scrittori e registi, mentre il ritratto di mamma sarda che Francesco Abate fa in Mia madre e altre catastrofi (Einaudi) è una novità. Abate ha costruito il suo libro attraverso una serie di dialoghi tra lui e sua madre, divisi per temi. Da "al mare" (di cui la mamma è una gran appassionata, peccato che si ostini a pagare due abbonamenti allo stabilimento invece di quattro e costringa i due bambini a figuracce con i bagnini); a "nelle patrie corsie" (gli ospedali sono luoghi molto frequentati dalla famiglia, ma lei non si fa abbattere dalle disgrazie e chiacchiera con chiunque a costo di trascurare i suoi parenti malati); a "l'eterno riposo" (la mancanza di diplomazia qui arriva a colpire la nipote, che non solo deve accompagnare la nonna al cimitero ma si sente anche dire che somiglia all'unica zia brutta). Onnisciente, burbera, incurante delle convenzioni, manesca, la mamma di Francesco Abate ha una grande arma a suo favore: il senso dell'umorismo. 

Con Francesco Abate abbiamo parlato di Mia madre e altre catastrofi a Mantova in occasione del Festivaletteratura, nella cornice di Palazzo Castiglioni.

Francesco Abate è nato a Cagliari nel 1964. È giornalista del quotidiano cagliaritano "L'Unione Sarda", romanziere ed ex-deejay col nome d'arte di Frisko. Nel 1998 ha pubblicato il romanzo Mister Dabolina; l'anno seguente, con Ultima di campionato, ha vinto il Premio Solinas. Al 2006 risale la collaborazione con lo scrittore Massimo Carlotto, dalla quale sono nati Catfish, Mi fido di te e L'albero dei microchip. Nel 2012 scrive insieme all'attore Valerio Mastrandrea (alias Saverio Mastrofranco) il romanzo Chiedo scusa. Nel 2013 è la volta di Un posto anche per me. Dal 2013 cura la collana 'Freschi' per Caracò Editore.

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