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Fredrick Sjöberg: le mille vite di Gustav Eisen

Gustav Einsen,  morto nel 1940 a novantré anni, fu uno studioso eclettico e un uomo felice: ebbe una delle più belle collezioni naturalistiche d’America, dipinse, trovò (o fece credere di aver trovato) il calice del Sacro Graal, creò il Sequoia National Park negli Stati Uniti, insegnò zoologia, coltivò uvetta su larga scala, scrisse racconti, collaborò al libretto di un’opera lirica, divenne un affermato storico dell’arte, studiò la scrittura cuneiforme, s’interessò di occultismo…  Di Eisen, una specie di Leonardo da Vinci del primo Novecento, non si ricorda più nessuno:  lo scrittore svedese Fredrik Sjöberg ne ripercorre la vita, interessato a cercare i punti di contatto tra sé e quel lontano modello. Il re dell’uvetta (tradotto da Fulvio Ferrari per Iperborea) è un libro originale che parla di amore per la scienza, per la natura e per la propria libertà mentale. 

Fredrick Sjöberg, nato a Västervik, in Svezia il 31 agosto 1958, dopo gli studi di biologia a Lund ha passato due anni viaggiando intorno al mondo. Dal 1986 vive sull’isola di Runmarö, un’isola al largo di Stoccolma, dove studia le mosche, di cui è diventato uno dei maggiori esperti. La sua collezione di sirfidi è stata esposta alla Biennale d’Arte di Venezia del 2009. Iperborea ha pubblicato la sua Arte di collezionare mosche, caso editoriale in tutta Europa.

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