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Giorgio Fontana, Un solo paradiso

Due amici s’incontrano per caso nel bar milanese in cui si frequentavano dopo la fine degli studi. È passato solo un anno dall’ultima volta in cui si sono visti e il narratore non ha scelta: Alessio, ubriachissimo, vuole raccontagli come si è ridotto così. Al centro di Un solo paradiso, il romanzo di Giorgio Fontana pubblicato da Sellerio, c’è Alessio, arrivato a ventinove anni senza mai appassionarsi ad alcunché. “Un dolceamaro contentarsi” è la sua filosofia di vita: un lavoro come web designer, il gusto di viaggiare da solo, la tromba suonata in un gruppo jazz, i libri. Tutti sistemi per sopportare, senza patirli troppo, questi  “tempi miserabili e crudeli”. Poi arriva Martina e accanto a lei Alessio per la prima volta vuole assolutamente vivere e per la prima volta si scopre “oscenamente mortale” ma le cose non vanno come lui desidera. Giorgio Fontana ci racconta un Werther dei nostri giorni, deciso a sprofondare nella sua disperazione, convinto com’è  che “ si sopravvive a tanti inferni  e non a un solo paradiso”. 

L'intervista a Giorgio Fontana è stata realizzata a Palazzo Castiglioni nell'ambito del Festivaletteratura di Mantova. 

 

Giorgio Fontana è nato a Saronno nel  1981. Laureatosi in filosofia all'Università Statale di Milano, nel 2007 pubblica il romanzo Buoni propositi per l'anno nuovo, cui segue Novalis. Con un reportage narrativo sugli immigrati a Milano (Babele 56. Otto fermate nella città che cambia) è finalista al Premio Tondelli 2009. Nel 2011 è la volta de La velocità del buio", Per legge superiore  esce nel 2011, ad esso segue nel 2014 il romanzo Morte di un uomo felice con cui si aggiudica il Premio Campiello e il Premio Arturo Loria. Attualmente scrive per lo più su "La Domenica" del "Sole 24 ore", "Tuttolibri" e il "Corriere della Sera"; sceneggia inoltre storie per "Topolino" e insegna scrittura alla NABA e alla Scuola Holden.

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