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Giuliano Amato

Per la nostra consueta intervista oggi ci siamo trasferiti in esterni, all’Istituto dell’Enciclopedia italiana la mitica Treccani dove abbiamo intervistato Giuliano Amato, nella sua veste di presidente del Comitato nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Giuliano Amato – Torino, 1938  

Giurista costituzionalista e docente universitario, soprannominato “Dottor Sottile” per l’acume politico e le capacità dialettiche, Giuliano Amato è una figura di primo piano della scena politica italiana che lo ha visto rivestire più volte le cariche di ministro e presidente del Consiglio prima nelle file del Partito Socialista Italiano e in seguito dell`Ulivo. Laureato in Giurisprudenza nel 1960 presso il Collegio Medico-Giuridico di Pisa, consegue nel 1963 il Master in Diritto Costituzionale comparato presso la Columbia University di New York e l`anno seguente la libera docenza in Diritto Costituzionale a Roma.

Dopo aver ottenuto la cattedra universitaria nel 1970, insegna negli atenei di Modena, Reggio Emilia, Perugia e Firenze divenendo quindi professore ordinario di Diritto Costituzionale comparato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell`Università La Sapienza di Roma nel 1975. Iscritto dal 1958 al Partito socialista italiano, dalla metà degli anni 70 intensifica la sua presenza all`interno del partito (di cui sarà vicesegretario dal 1989 al 1992) venendo eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1983 e riconfermato nelle successive elezioni fino al 1993. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio sotto il governo Craxi (1983-1987), Amato è poi vicepresidente del Consiglio e ministro del Tesoro nel governo Goria (1987-1988) e nel governo De Mita (1988-1989). Nel 1992 è nominato presidente del Consiglio rimanendo in carica fino al terremoto di Tangentopoli, che nel 1993 (pur non toccando la sua persona) travolge la scena politica italiana cancellando il Partito socialista e le altre forze di governo della Prima Repubblica.

Nominato presidente dell`Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) dal 1994 al 1997, in seguito è ministro per le Riforme istituzionali nel Governo D`Alema I (1998-99), ministro del Tesoro nei governi D`Alema I e II (1999-2000), nuovamente presidente del Consiglio nel biennio 2000-2001 e ministro degli Interni nel Governo Prodi II (2006-08). Nel 2008, all’indomani della sconfitta alle elezioni politiche del Partito democratico (a cui aveva aderito), annuncia il suo allontanamento definitivo dalla politica italiana. Nominato presidente dell`Istituto dell`Enciclopedia italiana Treccani nel 2009, attualmente riveste anche la carica di presidente del Comitato Nazionale per i 150 anni dell`Unità d`Italia.

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