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Il divismo

Il divismo nasce negli anni ‘10, quando il pubblico chiede a gran voce di con conoscere qualcosa degli attori che nei primi film erano totalmente anonimi. Le società di produzione si adeguano e trasformano i protagonisti del cinema in personaggi leggendari, dalla vita favolosa e inarrivabile. Un fenomeno da quel momento inarrestabile raccontato dalla professoressa Silvia Salvatici.

I primi divi rappresentano tipologie ben precise: Rodolfo Valentino è l’amante, Tom Mix il cowboy. Sono giovani e hanno una forte influenza sui loro coetanei che trovano nell’ammirazione/imitazione uno degli elementi della propria identità collettiva. Negli Usa il divismo diventa una vera e propria industria, mentre in Italia rimane a un livello casereccio e provinciale, non potendo competere con la “macchina” hollywoodiana. Nel nostro Paese, c’è anche la straripante figura di Mussolini, duce e divo, che non può essere offiscata da altre stelle di prima grandezza.

Dopo la seconda guerra mondiale i modelli culturali americani diventano egemoni e vengono esportati in tutto il mondo, grazie anche al divismo che raggiunge l’apoteosi con il matrimonio da favola tra Grace Kelly e il principe Ranieri di Monaco.

In Italia, il fenomeno passa dal racconto della Hollywood sul Tevere al mito dei fotoromanzi, ai divi della televisione, soprattutto cantanti, che nel cuore del pubblico sembrano aver soppiantato gli attori del cinema.

Il divismo
con Silvia Salvatici
di Massimo Gamba
 

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