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 Il mesh networking: la rete che supera il digital divide

Il mesh networking: la rete che supera il digital divide

l digital divide, il “divario digitale”, cioè la differenza tra chi ha accesso alle nuove tecnologie dell'informazione e chi ne è effettivamente escluso, per motivi economici, sociali, culturali è un fenomeno che coinvolge tutto il mondo, tra cui anche l'Europa: superarlo è uno degli obiettivi del progetto europeo Horizon 2020. Entro il 2020, infatti, la speranza è quella di connettere più del 50% delle persone alla banda larga: oggi, infatti, i cittadini europei che non hanno utilizzato questa tecnologia per motivi economici o di competenze sono almeno 100 milioni. Quali potrebbero essere degli strumenti per superarla? Una risposta potrebbe essere rappresentata dalle reti wireless mesh, cosiddette a maglia, poiché in grado di portare Internet dove, per logiche di mercato, non c’è. Sono in grado di far comunicare tra loro i pc senza accedere alla grande Rete e soprattutto, con una velocità trenta volte superiore a quella del nostro Adsl. In Europa, sono due i network della rete “a maglia” la spagnola Guifi e la greca AWMN. Queste reti vengono costruite montando sui tetti antenne wifi.
Una ricercatrice del Cersa, Primavera De Filippi, in un articolo di Wired, sottolinea che è “un’infrastruttura che può essere messa in piedi da chiunque, è in grado di riconfigurarsi automaticamente in caso di guasti e collega gli utenti gli uni agli altri direttamente, senza passare da un Internet service provider o da un’autorità centrale come fa la Rete. Ciò la renderebbe più resistente a catastrofi naturali, ma anche a tentativi di censura”. Infatti, sottolinea la ricercatrice, "l’unico modo per spegnere un mesh network è spegnere ogni nodo della rete”. In Italia sono almeno tre i network basati sulle reti wireless mesh: Ninux, Neco e Noinet.
 

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