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Il piano Marshall: Anno zero. Europa 1948

Dal 4 all’11 febbraio del 1945, Roosevelt, Churchill e Stalin si riunirono a Jalta per sancire il nuovo assetto politico ed economico europeo, nel tentativo di trovare una via d’uscita alle drammatiche conseguenze della guerra. Stalin arrivò alla conferenza determinato a stabilire la propria supremazia su tutti i territori occupati dall’esercito russo.
D’altra parte, gli alleati anglosassoni che stavano ormai smobilitando i territori liberati volevano affermare i principi di democrazia che erano alla base delle loro istituzioni e del loro stesso intervento in guerra.
Di particolare difficoltà risultò la soluzione da applicare alla Germania sconfitta, la quale, nel luglio del 1945, a Potsdam, verrà divisa in quattro zone di occupazione gestite da Usa, Gran Bretagna, Russia e Francia. Si trattò della vera e propria istituzionalizzazione del conflitto tra ideologie, sistemi e dottrine che Churchill definì “guerra fredda”.
Sia la conferenza di Jalta che quella di Potsdam non affrontarono concretamente i problemi di sopravvivenza della maggior parte della popolazione europea, né le difficoltà causate dalla presenza del mercato nero e del brigantaggio. Il 5 giugno del 1947, nell’Università di Harvard, George C. Marshall annunciò il piano di aiuti economici stanziati dagli Stati Uniti. Il piano, che prese il nome dal suo ideatore, era volto ad accelerare la ricostruzione dell`economia europea e “a restaurare nel mondo quelle condizioni economiche normali senza le quali non ci può essere stabilità politica, né sicurezza né pace”.

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