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 International School of Cultural Heritage: progettare il futuro nella gestione del patrimonio

International School of Cultural Heritage: progettare il futuro nella gestione del patrimonio

 

Con un seminario online dal titolo "Programme follow-up: twinnings and skills sharing" si è conclusa, alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, la prima edizione della International School of Cultural Heritage, il programma di scambio e aggiornamento professionale per l’area del Mediterraneo lanciato nel novembre 2019 dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

La vice ministra MAECI Marina Sereni e l’Assistant Director-General per la Cultura dell’UNESCO, Ernesto Ottone Ramirez, hanno confermato l’interesse e la piena disponibilità delle loro istituzioni a continuare nel lavoro comune.

Al seminario hanno preso parte i rappresentanti di alcuni dei partner coinvolti, che hanno ospitato i referenti stranieri nelle loro esperienze sul campo in Italia: Parco archeologico di Paestum, Parco Archeologico dell’Appia Antica, Coopculture, Museo Egizio di Torino, CNR – Istituto di scienze per il patrimonio culturale, Museo Etrusco di Villa Giulia, Fondazione Brescia Musei.

Sono intervenuti poi i vertici delle istituzioni dell’area mediterranea che hanno aderito al Programma: dall'Algeria alla Giordania, dall'Iraq alla Turchia. Ha coordinato il dibattitol' archeologo algerino Mounir Bouchenaki, già Vice-Direttore dell’UNESCO per la Cultura e Direttore Generale di ICCROM, attualmente consulente esperto per l'UNESCO.

Con questo appuntamento si è voluto valorizzare il cospicuo investimento realizzato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, allo scopo di rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia nel campo della gestione del patrimonio e condividere con i Paesi partecipanti il know how italiano. Le indicazioni e le valutazioni emerse durante il seminario costituiranno una base di partenza condivisa per la programmazione delle attività future: è già prevista per la fine del 2021 una seconda edizione del Programma, e l’avvio di accordi e gemellaggi tra le istituzioni italiane e quelle dei Paesi coinvolti.

Grazie al contributo delle istituzioni archeologiche italiane già coinvolte nel Programma”, spiega Vincenzo Trione, Presidente della Fondazione, “è già in corso la costruzione di una offerta formativa, al momento online, di profilo internazionale: una serie di webinar, in lingua inglese, come occasione di formazione per i partecipanti stranieri e come momento di "promozione" delle istituzioni italiane”.

La pima edizione della International School ha visto la partecipazione di 19 esperti tra archeologi, architetti e gestori di musei provenienti da diverse aree del Mediterraneo e dall’Etiopia , coinvolti in un corso residenziale della durata di cinque mesi, con il titolo “Gestione del patrimonio archeologico mediterraneo: sfide e strategie”.

Lezioni, visite tematiche e visite di studio a siti e istituzioni culturali, workshop, casi di studio e incontri, hanno offerto ai partecipanti un vasto panorama di tematiche legate alla conservazione e alla ricerca, alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio archeologico. Successivamente, e fino allo scorso marzo, ogni partecipante si è poi dedicato individualmente a uno specifico progetto sul campo presso enti e istituzioni in tutta la Penisola: da Brescia ad Agrigento, Torino, Roma, Napoli, Paestum, Ercolano e Pompei, collaborando con i colleghi italiani appartenenti a istituzioni, musei e parchi archeologici. Durante il lavoro sul campo, i partecipanti stranieri hanno potuto studiare i modelli e le pratiche delle istituzioni ospitanti e sviluppare un proprio progetto applicabile al contesto di provenienza.

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