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Italo Svevo: La coscienza di Zeno

Tratta dal programma Una sera, un libro di Maurizio Cascavilla, questa intervista a Sandro Bolchi, regista dello sceneggiato televisivo del 1988 La coscienza di Zeno, approfondisce alcuni temi del celebre romanzo di Italo Svevo (Trieste, 1861 – Motta di Livenza, Treviso, 1928).
Il primo “incontro” del regista con La coscienza di Zeno risale agli anni del Ginnasio a Trieste, con un insegnante d’eccezione come Gianni Stuparich. Il romanzo è un viaggio nella coscienza, con l’aiuto della psicanalisi, una lunga confessione del protagonista, Zeno Cosini, al proprio psicanalista, a cui “racconta molte bugie e da cui sa bene che non sarà mai guarito”. Zeno Cosini è fragile, emotivo, nevrotico, impegnato in una costante ricerca della tranquillità ed i suoi incontri sono dettati dal bisogno di protezione e di sicurezza.
Il lato ironico del personaggio è messo particolarmente in risalto da Bolchi, soprattutto nella scelta di un attore sardonico, comico ma non troppo, come Johnny Dorelli.

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