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Jean-Paul Sartre – l’impegno intellettuale

Filosofia, scrittura, drammaturgia, attività politica. Sono solo alcuni dei campi in cui Jean-Paul Sartre ha esercitato il suo pensiero e il suo talento, acquistando fama internazionale e riuscendo a diventare un punto di riferimento per tutta la cultura europea.

Ne parla il prof. Gilles Pécout a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura condotto da Massimo Bernardini.

Negli anni tra le due guerre, Sartre studia filosofia a Parigi, inserendosi nel solco del pensiero esistenzialista. Intellettuale puro, vuole diventare uno scrittore e non sembra troppo interessato a ciò che gli accade intorno.

Ma l’esperienza della guerra segna per lui una frattura profonda. Dal 1945 in poi la sua riflessione intellettuale e la sua stessa vita sono all’insegna di un forte impegno sociale e civile.

Sartre abbraccia la filosofia marxista e cerca di conciliarla con il suo esistenzialismo. Si iscrive al Partito comunista francese, poi se ne distacca, ma continua a lottare per l’emancipazione delle classi più deboli e dei popoli oppressi.

Con il passare degli anni il suo pensiero e il suo impegno di attivista politico si orientano sempre di più verso il terzo mondo e Sartre finisce col diventare il paladino dei movimenti di liberazione nei Paesi poveri e uno dei più fieri oppositori della politica colonialista francese.

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