Seguici    
Accedi
 

La blasfemia

La strage di Charlie Hebdo, a Parigi. Un evento dietro al quale si cela una parola in grado di scatenare rivolte, processi, censure. E persino guerre. La blasfemia. Che cosa significa davvero? E qual è il suo confine con la satira su temi religiosi? Domande alle quali risponde il professor Alberto Melloni.

Parola complessa “blasfemia”, perché diverse sono le religioni e diversi i modi di intenderla. Come dire: il sacro non è uguale per tutti. Ad esempio, in Occidente la blasfemia non è più reato, mentre nel mondo islamico la “guerra” contro l’offesa, vera o presunta, alla divinità produce anche scontri all’interno della religione stessa. Ma c’è stato anche un periodo in cui la blasfemia era “praticata” dagli stessi governi: basta pensare alla “deificazione” di personaggi come Mussolini o Hitler e al culto della svastica.

Il professore si sofferma anche sul tema della satira, spesso accusata di essere blasfema, ripercorrendo alcuni dei casi più eclatanti, soprattutto nel nostro Paese, nel quale è rimasto il reato di “vilipendio” alla religione: da Alighiero Noschese che imita Padre Mariano al Trio che prende in giro l’Ayatollah Khomeini; da Dario Fo e il suo “Mistero Buffo” a Andy Luotto nei panni di un improbabile sceicco.

La blasfemia
con Alberto Melloni
di Arnaldo Donnini
 

Vedi le altre puntate

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo