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La contessa di Castiglione

Imprese eroiche e grandi battaglie. Ma non solo. Il Risorgimento italiano passa anche per i saloni da ballo e persino per le camere da letto. Una diplomazia “parallela” incarnata da una donna bellissima: Virginia Oldoini, cugina di Cavour. Tutti la conoscono come la Contessa di Castiglione.

Il professor Gilles Pecout  ripercorre la vita della Contessa di Castiglione tra il 1854, anno in cui entra nell’aristocrazia piemontese sposando il conte Francesco Verasis di Castiglione, e il 1899 quando, ormai fuori dai giochi di potere,  muore a Parigi.

Nel mezzo, dal 1856, la sua relazione con Napoleone III di Francia. Cavour sa bene che l’imperatore francese è uno dei personaggi chiave per il Risorgimento italiano e incarica proprio lei di una missione diplomatica delicatissima a Parigi.

La Contessa la porterà a termine con successo, perché Napoleone III non riesce a resistere al fascino di quella donna affascinante quanto originale e stravagante. E che non ha solo lui tra i suoi “favoriti”. Ma tutto questo ha un prezzo: gli intrighi e lo spionaggio contro di lei orditi dalla moglie di Napoleone, Eugenia, persino i sospetti di spionaggio da parte della polizia francese. Il suo astro è già al tramonto, ma quello che ha fatto ha avuto conseguenze non di poco conto nella storia dell’Ottocento italiano.

La contessa di Castiglione
con Gilles Pécout
di Cosimo Calamini
 

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