Seguici    
Accedi
 

La marcia su Roma

E’ il 28 ottobre 1922. L’Italia del primo Dopoguerra attraversa da tempo un periodo di forte instabilità politica ed economica.
In questo clima d’incertezza il movimento fascista cresce, tra violenze, minacce e promesse di ristabilire ordine. Approfittando di una crisi di governo, i fascisti si armano, calano in forze su Roma e spingono il Re Vittorio Emanuele III a dare l’incarico di governo a Benito Mussolini.

Lo storico Emilio Gentile offre un’analisi della marcia su Roma guardandola da un punto di vista particolare: quello delle commemorazioni organizzate l’anno successivo e partendo da alcuni oggetti simbolo, come la moneta celebrativa del primo anniversario, il 28 ottobre 1923. Si tratta, sottolinea il professor Gentile, di un conio senza precedenti per un normale passaggio istituzionale.

La moneta inoltre raffigura il Re da un lato e il fascio littorio dall’altro. Come dire che monarchia e partito fascista sono i due fondamenti dello stato e per altri non c’è spazio. E’ quel totalitarismo a cui Mussolini aveva fatto riferimento già pochi giorni prima la marcia su Roma, in un discorso pubblicato su le pagine del Popolo d’Italia.

La "fever of delight" (la gioia febbrile di Roma raccontata dal New York Times per l’anniversario della marcia), le manifestazioni trionfalistiche, il giubilo di una commemorazione che due anni dopo diventerà anche giorno di festa nelle scuole: questo il filo rosso di una narrazione tracciata da un'inedita prospettiva.

Il tempo e la storia: La marcia su Roma, di Cristoforo Gorno con Emilio Gentile.

Vedi le altre puntate

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo