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La presa della Bastiglia

Il 14 luglio 1789 gli abitanti del quartiere di Saint’Antoine, a Parigi, si armano e attaccano il carcere della Bastiglia. Trovano a difenderlo una guarnigione di 80 veterani della compagnia degli Invalidi e trenta soldati svizzeri.

A fine giornata, espugnata la fortezza, avranno liberato in tutto sette prigionieri: quattro falsari, due pazzi e un nobiluomo che ha disonorato la famiglia. Così, da questo carcere, comincia la Rivoluzione Francese.

Un luogo simbolo che il professor Gille Pecout racconta con Massimo Bernardini a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura.

Quando ha inizio la Rivoluzione, la Bastiglia è un carcere quasi in disuso e sta per essere smantellato. Eppure il popolo di Parigi, prese le armi, si dirige proprio lì.

L’abbattimento dell’edificio inizia già dal giorno dopo e quella piazza, rimasta vuota, diventa un simbolo ancora più potente della fortezza che la occupava.  Malgrado la lunga catena di eventi rivoluzionari che si succederanno a quella data, il 14 luglio diventerà la giornata simbolo della liberazione dall’ancien regime.

Dopo la Rivoluzione, la Francia vedrà passare Napoleone con l’Impero e le sue guerre, la Restaurazione, la sconfitta nella guerra franco-prussiana e la Comune di Parigi.

Ma alla fine, nel 1880, quando sarà iventata stabilmente una Repubblica, il suo parlamento ripescherà la data in cui i parigini presero la Bastiglia per farne definitivamente la Festa Nazionale Francese.

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