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La questione ebraica: La politica italiana verso gli ebrei

In questa unità audiovisiva, la politica italiana nei confronti degli ebrei durante la seconda guerra mondiale viene ricostruita alternando ad alcune interviste dei filmati di repertorio. Daniel Carpi, dell’Università di Tel Aviv, ricorda che gli italiani, pur essendo alleati dei tedeschi non si mostrarono disposti a collaborare con questi, salvando così la vita di migliaia di ebrei. Tuttavia la posizione di Mussolini rimane ambigua. Contrariamente a quanto sembrerebbe dimostrare un documento che ad una lettura superficiale ne proverebbe la complicità con i nazisti, la situazione, come ci spiega il diplomatico Roberto Ducci, è più complessa. Il duce diventò apertamente antisemita solo nel 1938, quando l’appoggio della Germania sembrava indispensabile. Certo è che dopo l’8 settembre, quando i tedeschi occuparono l’Italia e deportarono gli ebrei, Mussolini non si oppose.
Il Ministro degli Esteri Ciano e il maresciallo Cavallero, Capo di Stato Maggiore, furono due uomini del duce che fecero di tutto per evitare la collaborazione con i tedeschi in chiave antisemita, attivando una serie di espedienti burocratici e istruendo l’esercito in modo tale da temporeggiare senza opporre un rifiuto aperto ad un alleato troppo potente.

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