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La questione Ebraica: La retata del Velodromo - Le leggi razziali in Italia

Nel 1938 in Italia furono decretati una serie di provvedimenti atti a limitare fortemente i diritti e la dignità della minoranza ebraica, che in quegli anni contava più di quarantamila persone.
Il primo atto pubblico con cui si espresse la politica razziale e antisemita del regime fascista fu la pubblicazione, avvenuta il 14 luglio di quello stesso anno, del “Manifesto della razza”, nel quale, al punto 9, si asseriva che “gli ebrei non sono di razza italiana”. Seguirono leggi volte ad escludere progressivamente gli ebrei dalla vita sociale del paese, a cominciare dall’espulsione degli insegnanti e degli alunni dalle scuole di ogni ordine e grado.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre, esattamente il 13 dicembre 1943, iniziò anche per gli ebrei italiani il periodo di deportazione e sterminio.
L’unità audiovisiva, che si avvale anche di materiale d’archivio, propone una ricostruzione della vicenda ebraica attraverso le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza della discriminazione e della persecuzione. Le voci che ascoltiamo, tra le quali quella dell’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff, oltre ad offrire un importante contributo alla memoria del nostro recente passato, rappresentano un monito contro una visione storica tesa ad affermare che in Italia le leggi razziali sono state emanate ma non applicate.

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