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La rivoluzione digitale del lavoro (6° mossa)

Siamo nel bel mezzo di una vera e propria rivoluzione digitale che sta cambiando il nostro modo di produrre, di lavorare, di socializzare, di consumare, di comunicare, di viaggiare, di informarci e in definitiva di vivere, come ci illustra Giuseppe Biazzo, AD di Orienta SpA e autore, con Filippo Di Nardo, del libro "Nove mosse per il futuro", edito da GueriniNext. Questa rivoluzione produce nuovo lavoro: entro il 2020 si prevedono tra i 730 mila e 1,3 milioni di profili digitali vacanti in Europa. La questione è che il 22% delle posizioni aperte, secondo una ricerca di Modis, non trova candidati: tale fenomeno è noto come digital mismatch cioè mancanza di un numero sufficiente di lavoratori e professionisti preparati con competenze digitali rispetto alle richieste del mercato del lavoro.

Secondo CISCO, nei prossimi anni in Italia potranno nascere 50mila posti nell'Internet of Things, cioè l'internet delle cose in cui convergono persone dati, oggetti e cose. A ciò si affiancano fenomeni come lo smart working, cioè lavorare da remoto da casa , rendendo il lavoro molto più flessibile negli orari e nelle modalità di esecuzione. Oppure è nato il crowdsourcing, piattaforme collaborative in rete a cui le aziende si rivolgono per ideazione progettazione e sviluppo di idee e progetti di tipo immateriale creative, come campagne di marketing: vi si iscrivono professionisti a cui le aziende presentano una  proposta di lavoro e l'offerta più convincente porta a casa il lavoro.

A livello europeo, all'interno dell'Agenda digitale avviata nel 2010 con l'obiettivo di raggiungere entro il 2020 una forte crescita del digitale, è nata Grand Coalition for Digital Jobsiniziativa per accrescere l'alfabetizzazione digitale.

In tale contesto risulta di prioritaria importanza comprendere quali siano le professioni e le competenze digitali che garantiscono maggiori opportunità di lavoro:  infatti con il digitale sono nate aree specializzate nelle Agenzie per il lavoro: le nuove tecnologie hanno portato un ampliamento nell'uso dell' esternalizzazione, cioè mansioni a cui ricorrono aziende per abbattere i costi fissi di produzione e per una maggiore flessibilità dell'organizzazione del lavoro.


 

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