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La rivoluzione in lavatrice

Può essere considerato “rivoluzionario” un elettrodomestico? Può aver contribuito alla liberazione e all’emancipazione della donna?

A queste domande risponde analizzando un prodotto ormai diffuso in tutte le case: la lavatrice.

La professoressa Enrica Asquer ripercorre le tappe di questa “rivoluzione in lavatrice”, dal momento in cui viene presentato il primo modello italiano, nel 1946, al 1968, quando in piena contestazione studentesca, i programmi di lavaggio e centrifughe sono diventati parole comuni in quasi la metà delle famiglie italiane.

Non è solo questione di industria e design, perché la lavatrice porta le donne italiane, tradizionalmente addette ai “lavori” di casa, alla scoperta di un tempo da dedicare ad altre attività e all’emancipazione sociale. Se ne accorge anche la pubblicità che comincia a cambiare l’immagine della “casalinga”. Ma  il mondo del lavoro continua a essere di difficile accesso per le donne.

Il “potere” della lavatrice resta, però, intatto. Addirittura simbolico nella domanda che - nel 1959 durante un’esposizione di cucine statunitensi a Mosca, nonostante la Guerra Fredda -  l’allora vicepresidente statunitense Nixon pone a Kruscev: “Non sarebbe meglio competere sulle lavatrici che sulla forza dei razzi?”.

La rivoluzione in lavatrice
con Enrica Asquer
di Leonardo Campus

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