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 La tecnologia è donna

La tecnologia è donna

Grazie all’analisi degli oltre 467 milioni di profili dei suoi utenti a livello globale, LinkedIn ha realizzato un'analisi sull’occupazione femminile e su come questa si sia sviluppata anche ad alti livelli, negli ultimi anni, in diversi settori e paesi del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare quanto più possibile le persone sul tema della diversity inclusion in ambito professionale.

A livello globale il 25% dei manager è donna

Da questa ricerca sono emerse le aziende, le posizioni lavorative e le nazioni nelle quali le quote rosa stanno avendo più successo in termini di business. A partire dal 2008, infatti, sempre più professioniste sono state assunte in ruoli di alto profilo a livello aziendale in tutto il mondo e, nonostante esista ancora un grosso gap di genere tra uomini e donne in ambito lavorativo, si iniziano a vedere dei significativi passi avanti che hanno portato al raggiungimento di un valore pari al 25% di donne che oggi ricoprono un ruolo di leadership all’interno di grandi e piccole imprese a livello globale.Dei 10 paesi presi in esame il Canada, gli Stati Uniti e la Francia hanno la più alta percentuale di donne nella leadership, con una media di un terzo.

In Italia più di 1 manager su 4 è donna

Tra i paesi presi in considerazione, inoltre, a sorpresa l’Italia evidenzia un +6% nelle assunzioni femminili in importanti ruoli manageriali, raggiungendo un valore complessivo di 27.5% e attestandosi, così, al nono posto della Top 10 delle nazioni che hanno registrato il maggior aumento di nuovi manager in rosa e che vedono ai primi tre posti di questa speciale classifica l’India (+19%), l’Olanda (+16%) e la Francia (+10%). Mentre la Spagna chiude in ultima posizione con un incremento minimo del 3%.

Istruzione e non-profit, i settori più rosa

Sotto il profilo dei settori lavorativi, poi, i dati sottolineano anche come a livello globale le aree professionali che contano il maggior numero di lavoratrici siano quelle dell’istruzione e del non-profit (47%), seguite dal comparto healthcare e farmaceutico (40%). Segmenti, questi, che a modo loro, stanno guidando una vera e propria rivoluzione, andando ad annullare il gap presente tra uomini e donne sotto il profilo professionale, a differenza di quanto capita invece in settori come quello dell’oil & energy che ha addirittura riscontrato un calo della presenza femminile, tra le file della propria forza lavoro, pari al 5% negli ultimi anni. .

La tecnologia è donna

Ma, secondo le evidenze emerse da questa analisi, il settore che ha avuto il maggior aumento di donne manager nell’ultimo periodo è quello tecnologico. Questa area del business, infatti, ha visto un cambiamento radicale con una crescita pari al 18% delle donne assunte in posizioni di spicco a livello globale. Un dato, questo, che ci regala una fotografia di come gli interessi e le ambizioni delle donne si stiano spostando sempre di più sul mondo digitale e tecnologico, come testimonia anche il fatto che  le tre professioni che hanno evidenziato il maggior aumento di assunzioni femminili in tutto il mondo sono state: User Experience Designer (+67%), Chief Technology Officer (+60%) e Web Developer (+40%). Risultato che sottolineano sempre di più come ormai in questa specifica area del business il riequilibrio della presenza femminile all’interno della forza lavoro aziendale sia sempre di più una priorità imprescindibile per continuare a sviluppare la propria attività imprenditoriale e anche la propria capacità di innovazione.

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