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Lavoro e maternità: ecco il progetto "Maam"

Secondo gli ultimi dati Istat, il 30% delle donne occupate ha lasciato il lavoro dopo la gravidanza: il tasso di abbandono del lavoro per le donne nate dopo il 1964 è al 25% e il dato risente della crisi, essendo peggiorato tra il 2005 e il 2012.
Il punto è che, in questo modo, le aziende perdono il capitale umano costituito dalle donne che abbandonano il lavoro dopo i figli, proprio nel momento in cui diventano più competenti.
Investire sulle neomamme può aumentare la competitività di un’azienda: questo è ciò che è alla base di “Maam – maternity as a master”, che può essere definito un percorso, o forse molto di più un cambiamento radicale nell’approcciare, dal punto di vista aziendale, alla maternità, ribaltando completamente il modo di pensarla e rivoluzionando l’idea stessa di leadership.
Il progetto nasce dall’intuizione di Riccarda Zezza nel 2012 che insieme ad Andrea Vitullo, hanno pubblicato, nel 2014, un libro edito da Bur “ Maam: la maternità è un master” e nel 2013 sono stati lanciati dei corsi di formazione in aziende, che hanno dato un ottimo feedback. Ma ce''era un limite: non potevano raggiungere le donne durante il congedo  di maternità e  e così nel 2015 è stata lanciata una piattaforma digitale Maam Uricca di contenuti multimediali, strutturati in un percorso che accompagna la persona prima, durante e dopo il congedo: è un supporto nella gestione dei cambiamenti in atto e una guida per trasformare l’esperienza della genitorialità in una palestra di competenze utili anche sul lavoro. Attraverso Maam U le donne entrano in una community della propria azienda o di altre aziende e superano anche il problema dell'isolamento che le mamme hanno quando sono in congedo di maternità.

Le aziende spendono 1 miliardo di euro in corsi di formazione, per far sviluppare ai propri manager le cosiddette competenze soft come la capacità di leadership, quando invece esiste già una palestra di provata efficacia in casa propria, come è la maternità.

Autorevolezza, intensità di relazione, investimento continuo sull’altro, capacità di ascolto, strategie motivazionali: queste sono solo alcune delle competenze che si sviluppano nell’arco della maternità e che, se applicate al contesto aziendale, aumenterebbero l’empatia, le capacità di relazione e di delega. Il gruppo diventerebbe più forte e coeso: in sintesi, più efficace.

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