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L`eclisse solare, un evento da non perdere

Il 20 marzo alle 10 e mezzo il Sole ci apparirà come una larga falce. Il disco nero della Luna lo coprirà al 70%. E’ un’eclisse da non perdere.

Avremo un altro spettacolo simile il 6 giugno 2020, ma tra 5 anni la superficie solare coperta sarà minore e l’evento non sarà così «speciale» perché stavolta l’eclisse coincide con l’equinozio di primavera e con la Luna al perigeo, cioè molto vicina alla Terra: 358 mila chilometri, solo 2000 più del minimo possibile.

Nelle regioni artiche, l’eclisse inizia a sud della Groenlandia, è totale sulle isole Faroer e Svalbard - dove il Sole scomparirà per 2 minuti e 40 secondi - e termina a nord della Siberia. Mancando poche ore all’equinozio di primavera, che è alle 23,45, al Polo Nord il Sole eclissato sfiorerà l’orizzonte per la prima volta dopo una notte di sei mesi.

In Italia l’eclisse sarà tanto maggiore quanto più ci troveremo a Nord. Il calo di luminosità sarà così graduale che si stenterà a percepirlo. Certo l’eclisse totale è un’altra cosa. Cade il buio, il Sole appare circondato dal chiarore perlaceo della corona e da protuberanze color albicocca, compaiono stelle e pianeti.

Stavolta si vedranno Marte, Venere e Mercurio, sempre che non ci siano nubi o nebbie, cosa normale a marzo nel Grande Nord. Per vivere questi due minuti di notte in pieno giorno, i più ricchi hanno organizzato viaggi alle Faroer o alle Svalbard.

La probabilità di cielo sereno sono rispettivamente del 30% e del 40%, e il termometro segnerà una decina di gradi sotto lo zero. Ne vale la pena? Dopo tutto, nel 2081, ci sarà la prossima eclisse totale visibile dall’Italia. Basta aspettare. E chi ha una certa età si ricorderà l’ultima, all’alba del 15 febbraio 1961.

Le eclissi solari avvengono quando la Luna transita fra la Terra e il Sole e impedisce ai raggi solari di raggiungere il nostro pianeta. In questo caso la Terra si oscura improvvisamente e così rimane per tutto il tempo in cui la Luna copre il disco solare.

Questo tipo di eclissi si verifica solamente in occasione di un novilunio, quando Sole, Luna e Terra sono allineati e l'ombra della Luna cade su una piccola parte della Terra. Non si registra, però, un'eclissi a ogni novilunio perché l'orbita lunare è inclinata di circa cinque gradi rispetto a quella della Terra.

Le eclissi solari possono essere totali, parziali o anulari a seconda di quanta parte del Sole viene oscurata dalla Luna. Le eclissi totali si verificano quando la Luna copre l'intero disco solare; possono durare anche solo pochi secondi e comunque non superano mai i sette minuti e mezzo circa.

Le eclissi parziali sono invece un fenomeno più frequente, anche se meno spettacolare perché il Sole è oscurato solo in parte.

Le eclissi anulari sono un genere particolare di eclissi parziali e si verificano perché l'orbita della Luna attorno alla Terra e quella della Terra attorno al Sole non sono circolari, ma ellittiche.

Per questo motivo la Luna può apparire troppo piccola per coprire l'intero disco del Sole e nel momento culminante dell'eclissi si vede un alone luminoso intorno alla superficie solare oscurata.

Il diametro del Sole è di circa quattrocento volte superiore a quello della Luna: come fa quest'ultima a oscurarlo del tutto? Si tratta di una situazione astronomica abbastanza particolare. Il Sole, infatti, oltre che quattrocento volte più grande della Luna è anche quattrocento volte più lontano dalla Terra e quindi il disco lunare riesce a coprire quasi per intero quello solare.

È un po' come paragonare un piccolo alberello vicino a noi a un albero moto più grande, ma più distante: pur avendo dimensioni molto diverse, a causa della distanza, ci sembrano simili.

Le eclissi totali di Sole hanno offerto agli astronomi, nel corso dei secoli, un'occasione unica per studiare la corona solare, cioè la regione più esterna dell'atmosfera che circonda il Sole.

La corona ha uno splendore paragonabile alla luce solare diffusa dall'atmosfera terrestre e quindi è troppo debole per essere vista in condizioni normali. Oggi siamo in grado di studiare la corona dallo spazio, ma per molto tempo solo le eclissi solari hanno permesso questo tipo di osservazioni.

Proprio le misure effettuate durante le eclissi hanno consentito, per esempio, di osservare le grandi variazioni della corona durante i periodi di massima e minima attività solare.

Un'eclissi solare è stata poi di fondamentale importanza per verificare la teoria della relatività generale. Il 29 maggio 1919 Sir Arthur Eddington, uno dei più importanti astrofisici britannici, poté misurare la deflessione della luce emessa dalle stelle confermando una delle previsioni della teoria della relatività generale di Einstein.

Secondo Einstein, infatti, un raggio luminoso passando vicino al Sole si incurva e devia dal proprio percorso a causa della gravità solare.

Le eclissi sono state considerate fenomeni straordinari da tutti i popoli della Terra, che spesso hanno associato a esse miti e leggende.

Nell'antica Cina si riteneva che durante le eclissi di Sole un drago divorasse avidamente l'astro e l'unico modo per tenere lontano il drago e veder splendere di nuovo il Sole fosse suonare i tamburi con particolari accordi. Nel 2134 a.C. due astronomi si dimenticarono di avvertire l'imperatore della Cina del fenomeno e così i tamburi non suonarono: il Sole tornò ugualmente a splendere, ma non per i due poveri astronomi a cui venne mozzata la testa.

Le eclissi hanno permesso anche di datare eventi dell'antichità.

Lo storico greco Erodoto, per esempio, ci racconta che all'inizio del 6° secolo a.C. i Lidi e i Medi si trovavano in guerra ormai dai sei anni. Nel corso di un ennesimo combattimento accadde un fenomeno imprevisto e straordinario: il giorno si tramutò improvvisamente in notte.

I nemici, visto il portento, cessarono lo scontro e non si occuparono d'altro che di arrivare alla pace.

Il fenomeno in questione era ovviamente un'eclissi, che stando sempre a ciò che ci narra Erodoto il filosofo e matematico greco Talete di Mileto aveva a suo tempo predetto indicando con precisione l'anno in cui effettivamente poi avvenne.

Oggi, grazie alle nostre avanzate conoscenze, siamo riusciti a risalire non solo come Talete al misterioso anno dell'eclissi, ma anche al giorno e al mese: 28 maggio 585 a.C 

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