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LEONARDO DA VINCI: LE VIE D`ACQUA

Gli studi sull’acqua di Leonardo Da Vinci (Vinci, 1452 – Castello di Clos-Lucè, 1519) costituiscono un importante cardine dell’universo scientifico e, nonostante risalgono a circa cinque secoli fa, ancora oggi sono un valido strumento di rappresentazione e di studio della forza devastatrice dell’acqua dei fiumi in piena.
Sulla scia di Leonardo si pose Niccolò Machiavelli (Firenze, 1469 – 1527), anch’egli interessato agli studi sull’acqua e della sua incessante forza.
I primi studi di Leonardo risalgono al 1488-89, durante le visite frequenti a Pavia; essi si basavano sulla costruzione di conche e sostegni d’acqua. Tra i numerosi progetti viene ricordato quello relativo all’espansione e all’ammodernamento della città di Milano, avvenuto durante gli anni di servizio a favore di Ludovico il Moro. Tale progetto fu visto come una necessità per combattere le precarie condizioni igieniche della peste. La “città immaginaria” assunse l’aspetto di una classica città borghese ottocentesca.
Un altro progetto riguardava il collegamento tra Como e Milano, e tra Milano e il fiume Po. In realtà il lavoro rimase incompiuto fino agli inizi dell’800 quando Napoleone affidò al matematico idraulico Brunacci e agli ingegneri Giussani e Giudici il compito di riprendere l’ambiziosa e complessa opera. Fu l’arciduca Ranieri ad inaugurare la scala di conche al fine di congiungere Milano al mare lungo la più estesa via di navigazione interna italiana.
Ulteriori studi di Leonardo si riferiscono alla costruzione del naviglio tra Firenze e Pisa. Il suo sogno, infatti, era quello di far diventare Firenze una importante e prestigiosa città di mare.

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