Seguici    
Accedi
 

Lo stato dell`arte - L’imbecillità viaggia sul web?

Ognuno di noi è un portatore, più o meno sano, di imbecillità. Joseph de Maistre ha potuto scrivere un libro monumentale e magnifico, l’Esame della filosofia di Bacone, in cui enumerava i segni evidenti di imbecillità ravvisabili negli scritti del Lord Cancelliere, il padre della scienza moderna, un cui brano è posto in esergo della Critica della ragion pura.

A un certo punto, dopo aver osservato che nella sua Storia di Enrico VII, Bacone scrive che il re assiste alla celebrazione delle feste di Natale il 27 dicembre, de Maistre svolge una considerazione capitale: “ci sono mille prove che spesso scriveva per pura abitudine meccanica e per esercitare le dita”. Ecco la vera origine della imbecillità collettiva.

Noi non siamo affatto più imbecilli dei nostri antenati, anzi, è altamente probabile che siamo molto più intelligenti e colti di loro.

E proprio qui è il problema. Oggi l’imbecillità è, per così dire, molto più documentata e diffusa, perché quello che un tempo era la prerogativa di Bacone, scrivere per esercitare le dita, è diventata la più diffusa delle consuetudini.

Non ci sono vite che passano senza lasciar tracce. E fra le tracce non ci sono fondi di cassetto, appunti, scartafacci. Tutto è pubblicato, letteralmente, alla velocità della luce.

A questo punto, apparirà ovvio che l’imbecillità, che costituisce il basso continuo dell’umano proprio come l’intelligenza ne è la punta emersa e sporadica, venga alla ribalta con una evidenza mai sperimentata in precedenza. Questa circostanza, per assurdo che possa sembrare, ha un versante positivo.

L’imbecillità iper-documentata rende radicalmente impossibile farsi illusioni sul genere umano, e concretamente su ognuno di noi. Illusioni che sono alla base di programmi di palingenesi sociale miseramente falliti, appunto perché muovevano dall’assunto che l’umanità fosse meglio di quella che è.

Per aiutare l’umanità, per migliorare ognuno di noi, bisogna partire dall’assunto inverso, quello della prevalenza di Genny ‘a carogna.

La domanda ai tempi di internet quindi è: l’imbecillità viaggia sul web?

Ne parleranno con Maurizio Ferraris Gianfranco Marrone, semiologo e saggista, e Stefano Bartezzaghi, giornalista, saggista ed enigmista.

Vedi le altre puntate

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo