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Longo: socialità e virtualità

Non è possibile associare al web un solo tipo di socialità, perché lo sviluppo e la diversificazione delle varie comunità virtuali e dei vari social network hanno creato altrettanti modi di socializzazione e altrettante società, tanto da poter parlare di "reti" - al plurale - e non di una sola "rete". Così esordisce Francesco Longo il quale, ricordando l'esperimento di vita "parallela" esemplificato da Second Life, fa notare come ora la rete faccia parte integrante della società e non costituisca più un mondo parallelo. Tale permeabilità è passata per le tappe fondamentali di Facebook e Twitter, dove le persone non si nascondono più sotto pseudonimo ma mettono in gioco la propria vita e le proprie opinioni reali. Si può parlare, quindi, non tanto di società parallela - o virtuale - ma di società "aumentata": non solo si vive di mondo fisico, ma anche di mondo in rete. Questo anche perché la necessità sociale degli odierni social network può essere ironicamente paragonata a quella vigente nei bar di paese, dove si va per conoscere le opinioni e i fatti degli altri frequentatori. Infine, Longo passa in rassegna i differenti tipi di socialità che si vengono a creare nel momento in cui si passa a diversi social network.

Francesco Longo su minima&moralia

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