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Luhmann: società e comunicazione

Il sociologo tedesco Niklas Luhmann (Lüneburg 1927 - Örlinghausen, Renania Settentrionale-Vestfalia, 1998) definisce i due punti fondamentali che segnano il suo distacco dalla concezione tradizionale della comunicazione.
Il primo rovescia l’impostazione del modello classico che, concependo la comunicazione come un tipo di azione, di processo espressivo, assume come primario il soggetto che comunica, che agisce. La proposta di Luhmann è invece quella di muovere dal “chi comprende”, per porsi poi domande sul “chi comunica” e “che cosa comunica”, ossia sull’intenzione e sul contenuto.
Il secondo punto di divergenza si esprime come rifiuto della concezione che fa della comunicazione una trasmissione di informazione da un centro a un altro, da una mente a un’altra. Questo passaggio presuppone sempre una comunanza, non solo di codice, ma anche dell’ambito entro cui la comunicazione si muove per selezionare informazioni. La necessità della selezione dipende dall’impossibilità di collegare puntualmente e contemporaneamente ogni elemento a tutti gli altri. Ecco perché il sociologo tedesco alle vecchie teorie della comunicazione e della complessità preferisce una concezione che potremmo chiamare del “piano di realtà emergente”, secondo cui ci sono operazioni che continuamente combinano informazione e sollevano la domanda se il soggetto debba accettare o meno l’offerta di senso che ne deriva. Il criterio di selettività, cardine della teoria della complessità, è ineludibile e appartiene tanto ai sistemi sociali quanto a quelli biologici e psichici.

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