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Michail Gorbaciov. La fine dell`URSS

E’ la sera di Natale del 1991 quando la bandiera rossa viene ammainata per l’ultima volta sulla cupola del Cremlino. Mikhail Gorbaciov ha appena annunciato le sue dimissioni da leader dell’Unione Sovietica. E così lo Stato più grande del pianeta, la grande superpotenza nucleare, dopo 74 anni dalla Rivoluzione di Ottobre cessa di esistere, sostituita dalla Comunità di Stati Indipendenti. Ma come si è arrivati a questo epilogo così clamoroso e imprevisto? E qual è stato il ruolo giocato da Gorbaciov in questo processo storico? E’ stato uno statista, un coraggioso riformatore, o invece un ingenuo, un dissolutore involontario?

Quando Gorbaciov arriva al potere, l’11 marzo del 1985, l’Unione Sovietica è da tempo in crisi. Egli allora cerca di salvarla attraverso due principali parole d’ordine: ‘perestrojka’ e ‘glasnost’. Ristrutturazione e trasparenza. Parallelamente ristabilisce un dialogo con l’Occidente, firmando accordi per la limitazione delle spese militari col presidente americano Reagan. Contribuisce indirettamente al crollo del muro di Berlino e a far finire la Guerra Fredda. Ma il sistema sovietico si dimostra in definitiva non-riformabile e finisce per implodere. Il discorso di dimissioni di Gorbaciov chiude davvero un’epoca storica.

A ‘Il tempo e la storia’, Michela Ponzani ne parla con il prof. Adriano Roccucci, tra i massimi esperti di storia russa.

LIBRO: Svetlana Aleksievič, Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo  (Bompiani, 2014)

LUOGO:  Belovezhskaja pushcha, in Bielorussia

FILM: Pentimento (di Tengiz Abuladze, 1984)

 

Michail Gorbaciov. La fine dell`URSS
con Adriano Roccucci
di Leonardo Campus

 

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