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Milan Kundera: il romanzo come gioco

Massimo Rizzante, che l'ha tradotto per Adelphi, ci parla di La festa dell'insignificanza, l'ultimo libro di Milan Kundera, pubblicato in anteprima in Italia. Un breve romanzo che contiene in sé una sintesi del pensiero e delle tematiche di Kundera. Personaggi evanescenti si aggirano a Parigi tra i giardini del Lussemburgo, le feste, le case private. Parlano di donne con ombelichi scoperti, di madri, di vita e di morte, si scambiano bugie gratuite. C'è anche Stalin nel libro a conferma del piacere dell’autore di mescolare passato e presente e del suo desiderio di irridere la dittatura, i cui effetti ha sperimentato sulla propria pelle. Fa dire Kundera a un suo personaggio in La festa dell'insignificanza: "Da tempo abbiamo capito che non era più possibile rivoluzionare questo mondo, né riorganizzarlo, né fermare la sua sciagurata corsa in avanti. Non c’era che un solo modo per resistere: non prenderlo sul serio".

 

Milan Kundera, scrittore, saggista, poeta e drammaturgo ceco naturalizzato francese, nasce a Brno il 1º aprile 1929. Studia letteratura e musica a Praga. Dopo aver seguito i corsi di letteratura all'Università di Praga, Kundera passa alla Scuola di Cinema, dove si laurea e dove in seguito terrà corsi di letterature comparate. Nel 1948, ancora studente, si iscrive al Partito comunista. Ne viene espulso nel 1950 per via di alcune critiche alla sua politica culturale; nel 1956 è riammesso, diventando un punto di riferimento nella cultura ceca di quegli anni. Nel decennio successivo si schiera a favore della Primavera di Praga, ed è per questo costretto a lasciare il posto di docente e, nel 1970, nuovamente espulso dal partito. Nel 1975 emigra in Francia, dove insegna alle università di Parigi e di Rennes ed ove oggi vive con la moglie Vera Hrabanková. Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell'oblio, gli viene tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottiene però quella francese.

Dopo tre volumi di poesia, un testo teatrale, e un saggio sulla prosa di Vladislav Vančura, Kundera ottiene successo a partire dal 1963 con il primo dei tre volumi di racconti degli Amori ridicoli (riuniti in un unico volume nel 1970), e poi soprattutto col suo primo romanzo, Lo scherzo, uscito nel 1967. Kundera torna ancora al teatro con tre opere, l'ultima delle quali sarà Jacques e il suo padrone, variazione da Jacques il Fatalista di Denis Diderot, ma sarà soprattutto il romanzo e la saggistica a interessarlo. L’insostenibile leggerezza dell’essere del 1984 è forse il suo libro più famoso. Nel 2011 le sue opere sono state raccolte in due volumi, a cura di François Ricard, nella "Bibliothèque de la Pléiade", collana prestigiosa della Gallimard dove solo raramente vengono ammessi autori viventi. 

Massimo Rizzante (1963) è poeta, saggista e traduttore. Ha fatto parte dal 1992 al 1997 del Seminario sul Romanzo Europeo diretto da Milan Kundera. Dal 1993 al 1996 è stato redattore della rivista letteraria "Baldus". Dal 1994 è redattore della rivista "L’Atelier du roman". Ha pubblicato le raccolte di poesie Lettere d’amore e altre rovine (Biblioteca cominiana, 1999), Nessuno (Manni, 2007) e Scuola di calore (Effigie, 2013), i saggi L'albero. Saggi sul romanzo (Marsilio, 2007) e Non siamo gli ultimi (Effigie, 2009. Premio Dedalus). Ha tradotto Il sipario (Adelphi, 2005), Un incontro (Adelphi, 2009) e La festa dell'insignificanza (Adelphi, 2013) di Milan Kundera e curato l’antologia poetica di O. V. de L. Milosz, Sinfonia di novembre e altre poesie (Adelphi, 2008). Nel 2012 ha curato Scuola del mondo. Nove saggi sul romanzo del XX secolo (Quodlibet). Insegna all’Università di Trento. Il suo sito è massimizzante.com

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