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Nautilus - Corpo e tecnologia

Nell'ultima puntata della settimana affronteremo il legame tra corpo e macchina, spesso considerato erroneamente freddo e impersonale. Patrizia Matri, dell'Università degli Studi di Siena, ci racconta della sua ricerca, che si muove in tre direzioni: il supporto per il trattamento di patologie fisiche e psicologiche, l’apprendimento, l’arte e il design. Secondo la ricercatrice, “la persona è sempre al centro del processo creativo, per progettare oggetti bisogna conoscere le persone cui sono destinate. Il presupposto è che le tecnologie possano sedurre a vari livelli, coinvolgere, emozionare, sperimentare il bello, anche in situazioni di disagio. Si parla molto di intelligenza artificiale, ma il piacere che le persone provano facendo cose, utilizzando le tecnologie, non lo è”. Ancora, P. Matri ci parlerà di alcuni dei suoi progetti, come ad esempio Paro, un robot con le sembianze di un cucciolo di foca. La ricercatrice ci dirà che: "La piccola foca funziona con le carezze; più la coccoliamo più interagisce, vuole stare con le persone, essere accarezzata. Le persone si rilassano, perché Paro induce il prendersi cura; il robot è usato come terapia non farmacologica, per esempio contro l’aggressività, e il fine non è la relazione con il robot stesso, ma lo stimolare la relazione con gli altri”. La dott.ssa P. Matri concluderà dicendo che “ci sono delle resistenze, ma le persone che usano questi oggetti ridono e si divertono e questa è la conferma di cui abbiamo bisogno”.

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