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Nautilus - Daniele Malfitana racconta il legame tra arte e scienza

La scienza e i beni culturali sono una priorità italiana, perché abbiamo una grande quantità del patrimonio mondiale. Ed è indispensabile che i beni culturali vengano conservati e fruiti.

Il CNR ha preso in carico questo ruolo, con chimici, fisici, biologi, ingegneri ed esperti in nuove tecnologie che si mettono al servizio dell'arte. In particolare con due finalità: quella della tutela e quella della fruizione per il grande pubblico. Il bene culturale si può trasmettere e tutelare grazie a un intreccio costruito utilizzando metodologie e tecniche scientifiche che sono applicabili in opere d'arte che vanno dalla preistoria alla Cappella degli Scrovegni, passando per la pittura e la scultura.

A Nautilus ne parliamo con Daniele Malfitana (Direttore IBAM – Istituto per i Beni archeologici e monumentali del CNR) che ci racconta del loro progetto di fruizione dell'arte e del futuro dell'archeologia grazie all'utilizzo di ricostruzioni in 3D, con l'esempio specifico del Tempio di Apollo a Siracusa.

La scienza applicata all'arte è anche diagnosi, e ce lo racconta Costanza Miliani, responsabile del MOLAB – Centro SMAart di Perugia, Istituto Nazionale di Ottica Applicata e all’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del CNR: ci presenta i loro studi sui Girasoli di van Gogh e ci spiega in cosa consistono le ricerche che il Molab fa sulle opere d'arte direttamente sul sito e in particolare ci mostra l'analisi del degrado del colore giallo cromo nella pittura di van Gogh.

Chiudiamo con un intervento di Luigi Nicolais, presidente CNR, che ci racconta la storia di quest'istituzione e l'importanza del ruolo dei giovani ricercatori.

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