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Nautilus - Educare ai new media

Nell’ultima puntata, ritroveremo Giovanna Cosenza per parlare di educazione ai media. La prof.ssa Cosenza parte dalla ormai nota distinzione generazionale, secondo cui il “nativo digitale è chiunque sia nato a partire dalla seconda metà degli anni ‘80, quando si è diffusa l’informatica, e più specificatamente la definizione si riferisce alle generazioni della seconda metà degli anni ’90, quelli dell’avvento del web. Secondo la definizione, i nativi digitali avrebbero una più naturale dimestichezza con l’uso delle tecnologie, mentre i migranti sarebbero più lenti. Invero, questa distinzione, solo anagrafica, è limitativa e poi non è nemmeno del tutto vera. Chi cresce usando questi dispositivi sviluppa sicuramente capacità diverse rispetto a chi non lo ha fatto. In realtà, il fatto che tutto cambi continuamente ci costringe ad essere sempre tutti migranti”. G. Cosenza proseguirà sul ruolo della scuola e dei docenti, per stare al passo con la cultura digitale: “La scuola passa dalle persone, dai suoi insegnanti, e sbagliano quelli tra loro che pensano che il lavoro si esaurisca in classe. I professori devono mescolarsi con gli studenti e non pensare - erroneamente - che certi mezzi di comunicazione non siano adatti a loro. Un docente può andare sui social network, cercando e trovando il modo adatto per farlo. Nella comunicazione, la chiave è la relazione tra le persone, in aula così come sui social. L’uso dei social può anzi aiutare a rompere ritrosie e imbarazzi, soprattutto con i giovanissimi, e l’adulto ha la responsabilità di imparare a farlo”. Durante la puntata, ascolteremo anche il parere del giornalista e scrittore Beppe Severgnini.

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