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Nautilus - I padri importanti

Nella seconda puntata, parleremo dei padri famosi, importanti, la cui vita condiziona inevitabilmente quella dei figli. Su questo legame, delicato, Massimo Recalcati ci dirà: “I figli hanno bisogno di incontrare il padre, un incontro che non sempre è armonioso, anzi ha una dimensione conflittuale, ma si può diventare padre, e oltrepassare il proprio padre, solo dopo averlo incontrato. Questo è il cuore dell’eredità. Non si ereditano solo geni e cose materiali, dobbiamo assumere ciò che ci è stato dato e poi oltrepassarlo”. E parlando di figli di padri importanti, ascolteremo Paolo Jannacci, in collegamento da Milano, che ci racconterà del suo rapporto con il padre Enzo: “Ho intrapreso una carriera simile, ma diversa da quella di mio padre: lui era un genio, io non lo sono. Papà era o bianco o nero, io sapevo di avere mille sfumature e le ho sfruttate”. Il racconto di Enzo Jannacci è diventato un libro scritto da Paolo, in maniera molto originale, in cui il compositore dice: “Un figlio può raccontare il reale di suo padre, io ci ho provato, e con questi dialoghi ho cercato di fare uscire il reale di lui. E’ stato un uomo di responsabilità, ma non di proprietà; ha fatto un ottimo lavoro”. Ancora, sull’eredità paterna, M. Recalcati dice: “Non è lo spermatozoo che fa la genitorialità. Ci deve essere un gesto di adozione, di accoglienza della vita, il che vuol dire che tutti noi abbiamo avuto molti padri. C’è incontro con un padre quando incontriamo qualcuno che ci dice che si può dare un senso alla vita, non semplicemente spiegarcelo”. Lo stesso Recalcati chiuderà la puntata sul tema dell’usanza di chiamare per nome un genitore, come faceva anche Paolo Jannacci: “Chiamare per nome il padre, se da una parte annulla le distanze - non si riconosce l’autorità - dall’altra parte consente che l’amore inizi dalla parte più intraducibile, quale è il nome. L’amore parte dal nome.”

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