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Nautilus - New media e new generations

Nella terza puntata, parleremo di cosa piace ai giovani, e quindi ci confronteremo con videogiochi, Web series,arte e design. Federico Taddia incontra il sociologo Derrick De Kerckhove, secondo cui esistono tre fasi di sviluppo dell’intelligenza umana: la prima di tipo muscolare, nell’età della rivoluzione industriale; la seconda caratterizzata da una forza nervosa, alla base della rivoluzione digitale degli anni settanta, e la terza – che viviamo oggi – di tipo cognitivo. E’, quest’ultima, un’intelligenza connettiva, legata alla rete, all’elettricità, che ci consente di essere sempre connessi. Con Alessandro Riccini Ricci, direttore del Festival Immaginario TV, parleremo approfonditamente del fenomeno delle Web series. Riccini Ricci ci dirà che: “La possibilità di poter interagire è la caratteristica delle serie web. Tale peculiarità definisce un nuovo mondo di designer, di persone che provano a fare qualcosa. La cultura della rete è quella della partecipazione e della condivisione, anche senza strutture industriali dietro. Nelle Web series, gli utenti possono relazionarsi con la storia, entrandoci dentro; ognuno può avere un percorso personalizzato e fare la propria esperienza. Lo spettatore può divenire protagonista”. La puntata sarà poi conclusa dal prof. De Kerckhove, secondo cui: “Il sogno di Marx è stato realizzato. Abbiamo tutti lo stesso potere di creazione e fruizione, un potere virale. Siamo in una specie di Neo Barocco, in cui assistiamo all’interiorizzazione dello spettatore dentro lo spettacolo”. Gli Italiani, ancora per lo studioso belga, sono stati tra i pionieri del cambiamento.

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