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Nautilus - Plantoidi, le piante robotiche

Come funzionano le piante e cosa c'entrano con i robot?

Il mondo vegetale è diffuso in tutti gli ambienti terrestri e rappresenta circa il 99% della massa totale della materia vivente dell’intero pianeta.

 

Per lungo tempo le piante sono state considerate per le loro proprietà curative, magiche, nutrienti o velenose ma mai come organismi viventi. Con l’arrivo di Charles Darwin e del suo trattato sul movimento delle piante del 1880, cominciano a essere prese più seriamente. Darwin individua nel movimento di alcune radici l’intelligenza che può avere un piccolo animale. Per non parlare di alcune stranezze, come le piante carnivore, capaci di mangiare animali, e quelle che dormono la notte, come la Mimosa Pudìca.

 

In questa puntata parliamo di piante e di come funzionano, della loro intelligenza misteriosa, e di come sia difficile studiarle. Eppure c'è qualcuno che non solo le studia, ma sta progettando dei robot che si comportano come loro; dopo aver progettato umanoidi e animaloidi, l’uomo è arrivato a ideare la pianta robot: il plantoide.

 

Ne parliamo con Barbara Mazzolai, coordinatrice del centro di micro bio-robotica di Pontedera dell'IIT - Istituto Italiano di Tecnologia. La sua ricerca scientifica oggi riguarda la biorobotica e la robotica biomimetica, che cerca di studiare e comprendere meccanismi, sensori e strategie di movimento ispirate alla natura. In particolare, studia animali invertebrati (es. il polipo) e sistemi vegetali da un punto di vista ingegneristico per sviluppare nuove tecnologie e soluzioni robotiche.

 

Le radici sono il miglior esempio in natura per l'esplorazione del suolo, non esiste nessun animale che riesca ad avere le caratteristiche delle piante in termini di efficienza nell'esplorazione perché realizzano un network di apici: ogni apice ha un recettore, un sensore che risponde a stimoli chimici e fisici, e le piante ne hanno milioni di apici. La pianta robotica, ispirata a quella naturale, sarà utilissima per esplorare sia i terreni (agricoli o no), sia, grazie all’ancoraggio delle radici, avrà un'applicazione interessante nello spazio.

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