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Nautilus - Sporcarsi le mani. Impegno civile

In questa puntata, Federico Taddia chiederà ai suoi ospiti come educare i giovani alla civiltà ed alla cittadinanza. La risposta è avvertire “un impegno civile”. Questo è un tema molto sentito anche dall’ex magistrato Gherardo Colombo, in collegamento da Milano, che ormai si dedica totalmente alla sensibilizzazione dei ragazzi alla legalità ed alla conoscenza della Costituzione. Colombo sostiene che “avere senso civico significa avere consapevolezza di vivere in una società fatta di relazioni, in cui ciascuno ha un ruolo e riconosce le proprie responsabilità verso gli altri”. Approfondendo sulla relazione tra i giovani e le regole, dice che “i giovani sono poco affezionati alle regole, perché le vedono come dei contenitori di obblighi, quando invece queste contengono anche possibilità”. Guardando da un altro punto di vista, con sentimenti però analoghi, i Maestri di Strada Cesare Moreno e Ilaria Iorio, definiscono il loro impegno come quello di persone che “lavorano dentro la scuola, come attori di un cambiamento possibile”. Alle telecamere di Nautilus, raccontano che “si diventa maestri di strada superando il concetto di non coinvolgimento dei giovani, rispettandoli e considerandoli persone complete. Essere un cittadino responsabile significa rispondere alle loro richieste, stabilire un legame tra le persone. Se questo manca,  non vengono riconosciute neanche le regole”. E’ un opinione, questa, condivisa da Colombo, secondo cui “molti giovani sono disponibili al coinvolgimento, mentre la responsabilità di uno scarso coinvolgimento è degli adulti. Anche la Costituzione risente dell’approccio degli adulti: è un richiamo continuo all’impedimento, e letta così le parole positive scompaiono, e perdono senso anche i doveri”.  E in questo gli adulti devono accompagnare i ragazzi nella comprensione di questo testo. Secondo Riccardo Grassi “la cittadinanza per i giovani è un concetto concreto, significa stare in uno spazio e scambiare risorse con esso”. I ragazzi di Quartiere Intelligente ci daranno la loro opinione in merito, confermando che: “il cittadino non è una presenza passiva, ma è sentirsi parte di qualcosa e sopperire anche alle mancanze istituzionali”. Sebastiano Pucciarelli ci porterà, come sempre, in giro per la rete.

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