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Nicolae Tertulian: Martin Heidegger e il nazismo. Aforismi

Nel filmato, tratto dall’Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche, Nicolae Tertulian, directeur d`études all`École Pratique des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, in un’intervista del 1988, approfondisce l’impegno filosofico e politico di Martin Heidegger (Messkirch - Baden, 1889 – 1976) in favore del nazionalsocialismo, motivando la sconfitta della Francia nel 1940 con l’incapacità di reggere il dominio universale della tecnica, incarnato dall`esercito tedesco.

Heidegger, conosciuto come critico della tecnica, prende spunto dai saggi di Jünger (Heidelberg, 1895 – Wilflingen, 1998) Il lavoratore e La mobilitazione totale, che sostengono il tramonto delle vecchie forme di vita liberali e democratiche e segnano l’instaurazione di un nuovo regno e tipo umano. Questo modello di uomo è rappresentato dal lavoratore o dal soldato, completamente integrati negli apparati della tecnica moderna.

Per Heidegger, il trionfo della tecnica conteneva un elemento positivo, in quanto significava il crepuscolo della civiltà fondata sui diritti dell’individuo e sull’ideale democratico. Già nel suo Essere e tempo, Heidegger, denunciava il “sì” impersonale, espressione della dittatura dell’opinione pubblica, regno dell’inautenticità, cui opponeva l’esistenza autentica delle sue categorie, una delle quali era quella della “decisione risoluta”.

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