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Portella della Ginestra

Un primo maggio di sangue: quello della strage di Portella della Ginestra, in Sicilia, nel 1947. Undici persone uccise, altre ventisette ferite sotto i colpi della banda di Salvatore Giuliano.

Protagonista assoluto è il “bandito”, Salvatore Giuliano. La sua carriera criminale comincia nel 1943 uccidendo un carabiniere che vuole fermarlo mentre trasporta sacchi di frumento provenienti dal mercato nero. Fugge e comincia a imperversare tra proprietari terrieri, imprenditori, commercianti, sempre imprendibile. Nel 1945, in un difficile dopoguerra, entra a far parte dell’Evis, il braccio armato del movimento indipendentista siciliano che viene, però, sciolto dopo la concessione dell’autonomia alla Sicilia. Giuliano non depone le armi. E la strage di Portella della Ginestra contro i lavoratori che tornano a festeggiare il primo maggio è l’episodio che segna l’apice dell’attività della sua banda. Ma chi sono i mandanti? Quanto c’entrano la mafia e la politica? Domande che, ancora oggi, nonostante le verità processuali – fanno discutere. Anche perché Salvatore Giuliano non sarà mai processato per quella strage, come accade invece per altri uomini della sua banda. Viene, infatti, ucciso tra il 4 e il 5 luglio del 1950.

 

Portella della Ginestra
con Emilio Gentile
di Cosimo Calamini

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